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Scienze / Scienze della Terra / Sismologia

La Teoria del Rimbalzo Elastico

Il modello fisico di Harry Fielding Reid: deformazione delle rocce, limite di rottura e rilascio dell'energia sismica.

1. Origine del Modello di Reid

Formulata dal geofisico americano Harry Fielding Reid a seguito dell'analisi del devastante terremoto di San Francisco del 1906, la teoria del rimbalzo elastico è il modello fondamentale della geofisica moderna per spiegare l'origine dei terremoti di natura tettonica.

Reid intuì che i terremoti non sono eventi casuali o generati da esplosioni sotterranee superficiali, bensì la conseguenza meccanica del comportamento elastico delle rocce sottoposte a forze continue all'interno della crosta terrestre.

2. Le Fasi del Processo Sismico

Il ciclo che porta alla generazione di un sisma secondo la teoria del rimbalzo elastico si articola in tre momenti principali:

Energia Potenziale Elastica Accumulata:

L'energia meccanica rilasciata durante un terremoto è legata alla deformazione accumulata nel volume roccioso. In fisica dei materiali, l'energia elastica per unità di volume (\(U_e\)) immagazzinata prima della rottura dipende dal modulo di rigidità della roccia (\(\mu\)) e dalla deformazione di taglio (\(\gamma\)): $$U_e = \frac{1}{2} \mu \gamma^2$$ Maggiore è la tensione accumulata prima del superamento del limite di rottura, maggiore sarà l'intensità del sisma generato.

3. Importanza Scientifica della Teoria

La teoria del rimbalzo elastico ha permesso di comprendere perché le faglie presentino un "ciclo sismico": dopo un terremoto, i blocchi rocciosi sono tornati in una condizione di equilibrio stabile, ma il movimento inesorabile delle zolle riprende subito dopo, avviando un nuovo accumulo di tensione che culminerà, in futuro, in un nuovo evento sismico lungo la stessa struttura geologica.

📝 Esercizio Svolto: Analisi del Ciclo di Sforzo e Deformazione

Si consideri una faglia crostale bloccata in cui le forze tettoniche continuano ad applicare un carico costante. Se il blocco roccioso raddoppia la deformazione elastica accumulata prima di raggiungere il punto di rottura, come varia l'energia potenziale elastica rilasciata al momento del sisma?


Svolgimento analitico:

  • Impostazione della relazione fisica: Dalla formula dell'energia elastica \(U_e = \frac{1}{2} \mu \gamma^2\), l'energia è direttamente proporzionale al quadrato della deformazione (\(\gamma^2\)).
  • Calcolo della variazione: Sostituendo \(2\gamma\) al posto di \(\gamma\), otteniamo: $$U_{e,\text{nuova}} = \frac{1}{2} \mu (2\gamma)^2 = \frac{1}{2} \mu (4\gamma^2) = 4 \cdot \left(\frac{1}{2} \mu \gamma^2\right)$$

🎯 Conclusione: Raddoppiando la deformazione elastica prima della rottura, l'energia liberata dal terremoto aumenta di un fattore 4 (quadruplica), evidenziando la natura non lineare della potenza distruttiva dei sismi.