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Scienze / Scienze della Terra / Sismologia

L'Analisi dell'Interno della Terra tramite le Onde Sismiche

Come la sismologia ha permesso di mappare la struttura interna della Terra: discontinuità, variazioni di velocità e zone d'ombra.

1. Le Onde Sismiche come "Tomografia" Terrestre

Poiché l'essere umano non può perforare direttamente la Terra oltre i primi 12 chilometri di profondità, l'esplorazione dell'interno del nostro pianeta si fonda principalmente sull'analisi geofisica delle onde sismiche.

Quando un terremoto si verifica, le onde P ed S attraversano il globo terrestre in tutte le direzioni. La loro velocità di propagazione e le loro traiettorie dipendono strettamente dalle proprietà chimico-fisiche (densità, rigidità, stato di aggregazione) dei materiali rocciosi che incontrano lungo il cammino. Poiché la Terra non è omogenea, le onde subiscono fenomeni di rifrazione (deviazione) e riflessione quando passano da uno strato geologico all'altro.

2. Le Principali Discontinuità Terrestri

Analizzando i cambiamenti repentini nella velocità di propagazione delle onde sismiche all'aumentare della profondità, i geofisici hanno individuato delle superfici di separazione chiamate discontinuità, che suddividono l'interno della Terra in involucri concentrici:

📉 Legge di Snell e Rifrazione Sismica:

La traiettoria curva delle onde sismiche all'interno della Terra è regolata dalla legge di Snell della rifrazione. Quando un'onda attraversa strati a densità crescente, la sua velocità (\(V\)) aumenta e la traiettoria si incurva gradualmente verso la superficie secondo la relazione: $$\frac{\sin i_1}{V_1} = \frac{\sin i_2}{V_2} = \text{costante}$$ dove \(i\) è l'angolo di incidenza rispetto alla normale alla superficie di discontinuità.

3. Le Zone d'Ombra Sismica

Un'ulteriore conferma della struttura stratificata della Terra deriva dallo studio delle zone d'ombra sismica (shadow zones):

📝 Esercizio Svolto: Interpretazione dei Profili di Velocità Sismica

Durante l'analisi dei dati registrati da una fitta rete di sismografi globali in seguito a un grande terremoto, si osserva che le stazioni posizionate a una distanza angolare di \(115^\circ\) dall'epicentro registrano chiaramente le onde P (seppure con un forte ritardo), ma non registrano alcuna traccia delle onde S. Spiegare la causa geofisica di tale evidenza sperimentale.


Svolgimento analitico:

  • Posizione angolare: Una distanza di \(115^\circ\) si colloca esattamente all'interno della cosiddetta "zona d'ombra" sismica.
  • Comportamento delle Onde P: Pur subendo una forte deviazione (rifrazione) e un rallentamento nel nucleo esterno liquido, le onde P riescono a riemergere in superficie dopo aver attraversato il nucleo, sebbene in ritardo rispetto ai tempi previsti per una traiettoria crostale diretta.
  • Comportamento delle Onde S: Le onde S sono onde di taglio e non si propagano nei fluidi. Trovando la sbarramento del nucleo esterno liquido a \(2900 \text{ km}\) di profondità, vengono totalmente estinte e non possono attraversarlo.

🎯 Conclusione: L'assenza di onde S a \(115^\circ\) conferma che il raggio sismico ha dovuto attraversare un involucro interno allo stato fuso (nucleo esterno) che blocca totalmente le onde trasversali.